Storie di acciughe del Cantabrico e di pescatori

Le origini delle acciughe del Cantabrico intrecciate con i pescatori italiani.

 

Famosissime ormai a livello globale, le acciughe del Cantabrico sono una delle specialità gastronomiche della Spagna più richieste. Carnose, profumate, grandi e leggermente salate, il loro valore è oggi molto alto. Ma non è sempre stato così!

Fino alla fine dell’Ottocento, l’immensa quantità di acciughe che il Mar Cantabrico offriva non aveva alcun valore. In Cantabria, in particolare nel piccolo porto di Santoña, venivano usate infatti come esca per pescare altri pesci, oppure addirittura gettate. Questo mentre l’Italia viveva accadeva l’opposto: l’acciuga era già famosa e molto richiesta, tanto che l’offerta non riusciva a soddisfare la domanda. Inoltre, gli italiani, in particolare i siciliani, erano esperti in tecniche di salatura e conservazione delle acciughe.

Fu così che la storia delle acciughe del Cantabrico iniziò ad intrecciarsi con quella dei pescatori siciliani emigrati in Cantabria alla ricerca di pesce da commercializzare nel Bel Paese: si trasferiscono a Santoña, insegnano agli spagnoli le loro tecniche di pesca, come lavorare l’acciuga, come salarla e come conservarla.

Il commercio dell’acciuga spagnola da parte di pescatori italiani crebbe tanto che già nei primi anni del Novecento le famiglie di origine italiana divennero numerosissime. E fu anche grazie a loro che Santoña divenne il fulcro di una nuova economia che portò l’acciuga a passare da pesce indesiderato e senza valore a vera e propria specialità gastronomica di grande rispetto e valore economico.

Ancora oggi, infatti, la Spagna ricorda gli italiani come attori principali nella storia dell’acciuga del Cantabrico, considerata ora una vera e propria prelibatezza.

Consigli per una degustazione perfetta: speciali per tapas, antipasti, primi piatti oppure da sole, gustandole in tutta la loro purezza.